Come si è detto, uno strumento di lavoro di grande importanza per la Commissione è la Torre costruita a Padova, che consente voli liberi ma controllati di una massa di acciaio da altezze fino a circa 15 metri. Qui sono stati compiuti (con l'ausilio di apparecchiature elettroniche per la rilevazione dei dati) studi sulle caratteristiche dell'assicurazione dinamica e dei relativi freni, si sono così confrontati diversi metodi e vari tipi di freni e di corde.

Uno studio svolto in sintonia con la Scuola Centrale di Alpinismo nel periodo 1996/97 ha riguardato il confronto relativo all'uso dei due tipi di imbracatura, correntemente denominati “bassa” e “combinata”. Sono state effettuate prove su neve e ghiaccio (Passo Rolle - Monte Bianco) per confrontare il modo di trattenere il compagno che cade in un crepaccio e diverse sessioni di test su roccia (Torre S. Lazzaro - Pd, Rock Master - Arco) riguardanti la caduta su parete verticale e le conseguenze che l'indossare l'uno o l'altro tipo di imbracatura può comportare per chi cade.

Nel 1995 prima alla Torre, poi in una palestra rocciosa attrezzata al Passo Bordala presso Rovereto, è iniziato lo studio sul confronto fra l'assicurazione col freno collegato alla sosta e col freno posto sull'imbracatura, per commentare pregi e difetti dei due sistemi e il loro campo di applicazione. Il confronto è proseguito nel periodo 1999/2002 (Sottoguda - Bl; Passo Rolle - Tn; Torre S. Lazzaro - Pd), rivisitando il problema dal punto di vista dei carichi indotti nella catena di sicurezza con differenti metodi e freni. Queste ricerche, e le relative dimostrazioni pratiche, hanno riscontrato un notevole successo nell'ambito del convegno “La sosta in parete - Metodi di assicurazione dinamica” (Padova - giugno 2002). Il convegno era inserito nel meeting internazionale organizzato dall'UIAA Safety Commission.

Lo studio delle problematiche legate all'assicurazione è proseguito nel 2003 e i progressi compiuti sono stati illustrati in un successivo incontro-convegno fra la CCMT e la Commissione Sicurezza UIAA “Metodi di assicurazione dinamica” (Padova - ottobre 2003). La CCMT nel corso del 2003 ha inoltre svolto un'indagine su un campione esteso di incidenti e sui relativi sistemi di assicurazione adottati. I risultati sono stati presentati ad Arco nell'ottobre 2004 nell'ambito del congresso “Metodi di assicurazione in montagna e falesia: tecniche e problemi” (vedi Eventi). I convegni si sono svolti in collaborazione con la Scuola Centrale di Alpinismo e con la Commissione Tecnica Nazionale dell'AGAI e la documentazione delle varie ricerche (raccolta in videotape e relativi testi) è stata, di volta in volta, posta a disposizione delle Scuole di Alpinismo e dell'UIAA.

Nel 2008 è iniziato lo studio, tuttora in corso sul confronto tra soste “mobili” e soste “fisse” per l'alpinismo e l'arrampicata. In collaborazione con la Scuola Centrale di Alpinismo e Arrampicata Libera sono state eseguite numerose sessioni di test (Rock Master, Arco, Torre); inoltre è stato messo a punto un modello matematico abbastanza complesso in grado di replicare qualitativamente i principali fenomeni dei vari casi considerati.

Oltre al proseguimento a livello internazionale del confronto fra i metodi di assicurazione, l'attività principale è oggi, e sarà per qualche anno lo studio del degrado delle corde con l'uso (usura). Può sembrare strano che soltanto oggi si sia giunto a studiare con priorità questo problema fondamentale per la sicurezza. La cosa si spiega con le difficoltà dell'argomento, con la complessità dell'organizzazione e dei mezzi sperimentali necessari, con l'impegno di lavoro richiesto. Per questo anche le altre Associazioni alpinistiche stanno muovendo ora i primi passi in questo campo. Durante il 1994/95 si sono compiuti notevoli progressi nella costruzione dell'attrezzatura e nell'identificazione dei parametri essenziali per lo studio dell'invecchiamento delle corde (invecchiamento si fa per dire, perché una corda non si degrada per il passare del tempo, ma solo in base all'uso che se né fa).

Si è studiato nel 1997 il ruolo della camicia nella resistenza di una corda, per vedere poi se il suo degrado sia essenzialmente da imputare alla camicia.

Nel corso del 1996 e 1997 corde e filati sono stati esposti a irraggiamento ultravioletto, sia per esposizione al sole che in laboratorio, poiché i raggi UV degradano il nylon più o meno a seconda della quantità e del tipo di additivi che i filamenti contengono a scopo protettivo e del tipo di colorante usato. Si stanno facendo prove di resistenza di corde usurate in montagna e in laboratorio con una macchina a tale scopo costruita. Sono stati valutati, con sessioni di prove effettuate nel periodo 1996/98, gli effetti del contenuto di acqua e del ghiaccio nel ridurre la resistenza di una corda. Sono inoltre in corso di studio casi di rotture anomale di corde, avvenute per motivi ancora sconosciuti.

Lo studio delle problematiche legate al degrado delle corde e i progressi compiuti nelle ricerche sono stati illustrati nell'ambito di un congresso a partecipazione internazionale "Nylon and ropes for Mountaineering and Caving" Torino - marzo 2002 (vedi Eventi), patrocinato dall'UIAA e organizzato dalla CCMT con la collaborazione dell'Istituto di Chimica dell'Università di Torino e della Sezione di Torino del CAI. Scopo principale dell'incontro: fare il punto sui problemi legati all'uso e all'affidabilità delle corde utilizzate da alpinisti, arrampicatori e speleologi.

Citiamo infine lo studio sperimentale del comportamento delle corde su spigoli di roccia; è questa una ricerca di grande interesse perché analizza il meccanismo per cui, nella quasi totalità dei casi, avvengono poi le rotture delle corde sul terreno d'impiego.