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“TRE Sirius” Discensore, assicuratore
Relazione tecnica prove di utilizzo
A cura della Commissione Materiali e Tecniche Il nome di questo attrezzo - TRE - ci ha subito incuriosito, naturalmente non per il suo ipotetico significato, tre, come i suoi utilizzi dichiarati, bensì per la relazione tra il suo nome e la nazionalità della ditta costruttrice, la “TRE” in Germania. Chissà come mai l'attrezzo non è stato chiamato: Drei!
 Tralasciando l'aspetto lessicale, il Tre ci è sembrato al primo esame un attrezzo geniale. Si, proprio geniale, considerate le funzionalità operative, dichiarate, che si propone di assolvere:
- autobloccante in discesa a corda doppia;
- recupero del/i secondo/i di cordata;
- assicurazione al primo di cordata (con assicurazione sia all'imbracatura sia alla sosta), anche con due corde moschettonate alternativamente.
Eccellente, proprio quello che mancava, anzi tutto quello che potrebbe servire. Abbiamo così utilizzato il “TRE” per alcuni mesi, sia in falesia sia in montagna, cercando di esaminare e valutare il suo comportamento nelle varie funzionalità operative.
Vediamo quindi di prendere in analisi uno per uno i suoi utilizzi.
Utilizzo per la discesa in corda doppia : in questa condizione operativa l'attrezzo si comporta in maniera efficace. Premettiamo che il “TRE” è l'unico discensore per corda doppia presente sul mercato che si blocca sotto stress. Positiva ed assai valida quindi la possibilità di non utilizzo nelle discese del classico autobloccante, anche se con corde sottili e nuove richiede, come da istruzioni, l'impiego ausiliario di un moschettone a ghiera. Facciamo notare che l'inserimento delle corde nell'attrezzo non è proprio di facile e immediata comprensione; sarebbero forse sufficienti dei disegni laterali chiari ed evidenti, per migliorarne a colpo d'occhio la velocità di utilizzo. In qualche discesa abbiamo notato come l'attrezzo tenda un po' ad attorcigliare le corde. Per un suo impiego, valido e sicuro, è necessario effettuare qualche corda doppia di prova, in maniera da riuscire a dosare la trazione sulla leva, in riferimento alla velocità di discesa che si vuole mantenere (l'attrezzo si surriscalda un po' troppo - tendenza comune anche agli altri discensori).
Recupero del secondo di cordata : questo utilizzo corrisponde, a nostro avviso, alle aspettative. Innanzi tutto, il fatto che le istruzioni puntualizzino la necessità di non lasciare libere le corde che escono dal “TRE”, (come invece si fa normalmente con le varie piastrine) non ha creato particolari problemi visto che le corde, di uno o due secondi di cordata, a nostro parere sarebbe meglio non lasciarle mai completamente libere! La praticità di utilizzo è assai buona, sia riguardo alla facilità di interpretazione e di inserimento corde, sia per la scorrevolezza delle stesse durante il recupero; l'attrezzo posto sotto carico (compagno appeso) non fa riscontrare, con le corde da noi utilizzate, scorrimenti anomali. Discreta anche la possibilità di calata di uno dei due secondi dopo un'eventuale caduta, senza mettere fuori sicura l'altro compagno.
Assicurazione al primo di cordata : ecco il campo di utilizzo che più ci ha interessato; il solito problema, assicurazione ventrale (sull'anello di assicurazione dell'imbracatura) od alla sosta! L'attrezzo appariva geniale; la possibilità di utilizzo con due mezze corde (anche passate alternativamente nei rinvii) era finora possibile solo con la classica placchetta “Sticht”, con il “Tuber” (secchiello) o con il “Reverso” posti in vita (sull'anello di assicurazione dell'imbracatura). Con il “TRE”, da adesso anche in sosta! Addirittura a comando alternato - recuperato il secondo di cordata, questi può proseguire da capocordata - senza neanche modificare l'inserimento delle corde nell'attrezzo!
Sembrava tutto così semplice; come mai questa soluzione non era stata scoperta prima! Ed ecco quindi il grande interrogativo: l'attrezzo sarà dinamico in caso di caduta del capocordata? Solo dopo alcune prove effettuate alla Torre di S. Lazzaro a Padova ci siamo resi conto della quasi completa staticità dell'attrezzo durante la fase di trattenuta!
E qui questo attrezzo perde, a nostro avviso, quasi totalmente ogni interesse di utilizzo, in quanto il suo impiego più interessante e rivoluzionario, cioè l'assicurazione al capocordata con due mezze corde, è purtroppo STATICO.
L'attrezzo resta senz'altro valido per un utilizzo - in assicurazione ventrale - su vie di arrampicata sportiva di più lunghezze di corda con protezioni tipo spit o resinati, mentre ci sentiamo di sconsigliarlo su itinerari di avventura o scalate classiche con protezioni più delicate, per le quali sia determinante effettuare una frenata dinamica con ridotta forza di arresto!!!
Dati tecnici:
- peso 150 grammi
- funziona con corde dinamiche (EN 892) singole (Ø 9-11 mm) e mezze corde o corde gemellari di uguale diametro (Ø 7,5-11 mm)
- la staffa ed il perno sono forgiati in lega leggera di alta qualità
L'uso corretto e non corretto dell'attrezzo è ampiamente evidenziato nel depliant di istruzioni fornito.
Bressan Giuliano, Maurizio Giarolli, Oskar Piazza
Commissione Centrale Materiali e Tecniche
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